Governo: Lavoro – disposizioni attuative in materia di AI

Governo: Lavoro – disposizioni attuative in materia di AI

Il Consiglio dei Ministri (nella seduta del 10 giugno 2026) ha dato il via libera preliminare a due decreti legislativi cruciali per l’adeguamento della normativa italiana all’AI Act europeo.

Non si tratta solo di burocrazia, ma di una vera e propria rivoluzione che tocca da vicino lavoratori, studenti, medici e professionisti. Il principio cardine di tutta la manovra? L’approccio antropocentrico: l’intelligenza artificiale può supportare l’uomo, ma non può sostituirlo nelle decisioni cruciali.

Ecco i punti chiave di questa svolta epocale, riassunti in modo semplice e chiaro.

1. Rivoluzione Formazione: l’IA entra in Aula, in Corsia e negli Uffici

La formazione viene definita la “condizione abilitante” della strategia nazionale. Non si parla solo di competenze tecniche, ma di alfabetizzazione critica e consapevolezza dei rischi.

  • Scuola: L’IA entra stabilmente nei programmi scolastici e nell’educazione civica per studiarne i profili etici. Arriva un fondo da 100 milioni di euro per formare i docenti contro l’abuso dei social e le dipendenze digitali.

  • Università ed ITS Academy: Spazio a percorsi interdisciplinari. Chi studia materie scientifiche integrerà profili etico-giuridici, mentre chi studia economia o legge affronterà le basi tecniche dell’IA.

  • Pubblica Amministrazione: L’IA aiuterà a velocizzare i procedimenti, ma la responsabilità finale dei provvedimenti resterà sempre in capo al dipendente pubblico.

  • Sanità (ECM obbligatorio): Per medici e professionisti sanitari l’uso dell’IA diventa parte della formazione permanente obbligatoria. Servirà per ottimizzare le liste d’attesa e supportare la diagnostica, mantenendo intatta la responsabilità clinica del medico.

  • Professionisti e Ordini: Gli ordini professionali avranno 6 mesi per aggiornare i regolamenti. Una novità importante riguarda l’equo compenso: le tariffe (comprese quelle forensi) verranno parametrate anche in base al livello di rischio del sistema IA utilizzato.

2. Tutela del Lavoro: vietato il licenziamento “algoritmico”

È forse il punto che più interessa la vita quotidiana dei cittadini. Il decreto sul Lavoro mette un freno chiarissimo all’automazione selvaggia.

Il principio chiave: Le decisioni sulla vita lavorativa (assunzioni, promozioni, provvedimenti disciplinari e licenziamenti) non possono essere prese esclusivamente da un algoritmo. Ci deve sempre essere la supervisione e la decisione finale di una persona fisica.

Se un datore di lavoro intima un licenziamento basato solo su un sistema automatizzato, questo è nullo. Inoltre, il lavoratore ha il diritto di richiedere una motivazione chiara e comprensibile sulle logiche del software che ha impattato sulla sua posizione.

3. Giustizia e Sicurezza: addio all’effetto “Grande Fratello”

Il secondo decreto disciplina l’uso dell’IA nelle attività di polizia, tracciando confini molto rigidi per evitare derive di sorveglianza di massa.

  • Biometria in tempo reale: Il riconoscimento facciale in tempo reale nello spazio pubblico è vietato in via generale. È ammesso solo in casi eccezionali (terrorismo, ricerca di persone scomparse) e richiede sempre l’autorizzazione del giudice per un massimo di 15 giorni.

  • Riconoscimento ex-post: L’analisi facciale sulle registrazioni di videosorveglianza può avvenire solo dopo che è stato commesso un reato, per identificare i sospettati. I dati locali si cancellano dopo 7 giorni.

  • No allo Scraping: È assolutamente vietato creare banche dati biometriche raccogliendo in modo massivo e indiscriminato foto e dati dal web.

4. Se l’IA fa danni? Ecco cosa succede a livello Civile e Penale

Cosa succede se un sistema di intelligenza artificiale sbaglia o crea un danno? La normativa interviene su due fronti:

Responsabilità Civile (Più tutele per il danneggiato)

Per superare la complessità tecnica (l’opacità dei sistemi), la vittima viene agevolata: ha diritto ad accedere alla documentazione tecnica dell’IA, viene introdotta la presunzione del nesso di causalità (che alleggerisce l’onere della prova) e si può agire direttamente contro l’assicurazione.

Responsabilità Penale (Nuovo reato nel Codice)

Nasce l’articolo 437-bis del Codice Penale. Punisce chi omette di adottare o altera le misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio, se da questo deriva un pericolo concreto per la vita, l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato. La responsabilità, per colpa grave o dolo, si estende anche all’azienda (Dlgs 231/2001).

5. La Strategia Economica: 1 miliardo per la sovranità digitale

La regolazione normativa si muove di pari passo con la crescita economica. Il mercato italiano dell’IA ha raggiunto quota 1,8 miliardi di euro (con un +50%). Ecco come verranno distribuite le risorse per supportare startup e tecnologie strategiche (come la robotica umanoide e il quantum computing):

Voce di Investimento Risorse e Impatto
Fondo Venture Capital (Legge 132/2025) Fino a 1 miliardo di euro programmati
Risorse già allocate da CDP Oltre 300 milioni di euro (per 150+ startup)
Nuovi investimenti previsti Oltre 500 milioni nel prossimo triennio
Polo SophIA (dal 2026) 30 milioni di euro per il trasferimento tecnologico
Categorie: Lavoro