Nuova direttiva imballaggi: capsule e cialde cambiano regole dal 12 agosto 2026. Ecco le novità per le imprese

Nuova direttiva imballaggi: capsule e cialde cambiano regole dal 12 agosto 2026. Ecco le novità per le imprese

Arriva una svolta normativa cruciale per il settore del commercio, dei pubblici esercizi e della distribuzione alimentare. A partire dal 12 agosto 2026, tutte le capsule, cialde e bustine per tè, caffè o altre bevande vengono ufficialmente classificate come imballaggi a tutti gli effetti, recependo le linee guida del nuovo Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR).

Cosa cambia subito: il nuovo Contributo CONAI

L’inquadramento come “imballaggio” fa scattare l’applicazione del Contributo Ambientale CONAI (CAC), che colpirà i prodotti con tariffe differenziate in base al materiale per spingere verso l’ecodesign:

  • Bioplastica e plastica compostabile: tariffa agevolata di 45,00 €/tonnellata per incentivare il riciclo organico.
  • Alluminio: tariffa iniziale a 12 €/t, che salirà a 120 €/t dal 1° ottobre 2026 a causa di un Extra-CAC.
  • Plastica e Carta: inserite nelle fasce contributive standard già vigenti.

La tabella di marcia verso la sostenibilità

La normativa europea ha già tracciato il percorso per i prossimi anni. È fondamentale conoscerlo per gestire le scorte e i rapporti con i fornitori:

  1. 12 Febbraio 2028: stop totale a cialde e filtri tè permeabili che non siano al 100% compostabili certificati.
  2. 1° Gennaio 2030: obbligo di progettazione orientata al riciclo per tutte le capsule.
  3. 1° Gennaio 2035: obbligo di dimostrare il riciclo effettivo su scala industriale.

L’impatto per le aziende: consigli operativi

Bar, ristoranti, negozi di torrefazione e punti vendita della grande distribuzione, l’adeguamento richiede l’attenzione su due fronti:

  • Verifica dei listini: l’introduzione dei contributi CONAI potrebbe riflettersi sui prezzi di acquisto all’ingrosso. Monitorate i contratti di fornitura.
  • Informazione al cliente: i consumatori saranno sempre più attenti alla differenziazione. Valorizzare i prodotti compostabili o i sistemi di filiera (come il recupero dell’alluminio) diventerà un fattore competitivo e di reputazione per il punto vendita.
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