Rinnovato il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi

Rinnovato il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi

Il 30 marzo 2015 è stata sottoscritta, tra Confcommercio e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi che ha validità dal 1 aprile 2015 al 31 dicembre 2017. L’intesa, essendo stata sottoscritta da tutti e tre i sindacati confederali, ivi inclusa la FILCAMS-CGIL che non aveva firmato il precedente contratto nazionale, consente un rinnovo senza soluzione di continuità del contratto rinnovato nel 2011.

L’accordo raggiunto fornisce alle imprese del settore strumenti e soluzioni innovative in materia di maggiore flessibilità su orario di lavoro e su mercato del lavoro immediatamente fruibili da tutte le imprese del settore indipendentemente dalle dimensioni.

Il rinnovo prevede, a livello economico, un aumento lordo complessivo pari a 85 Euro per il quarto livello e non prevede il riconoscimento di alcun arretrato. L’aumento retributivo è stato ripartito in 5 tranches la prima delle quali verrà erogata con decorrenza dal mese di aprile 2015.

Si evidenzia anche che nel rinnovo è contenuta la regolamentazione di una nuova flessibilità dell’orario di lavoro, più immediata e senza costi, che consente alle imprese di accedervi direttamente sulla base del CCNL e senza il ricorso alla contrattazione integrativa. Tale flessibilità prevede il superamento dell’orario contrattuale fino al limite di 44 ore settimanali per 16 settimane, senza maggiorazione di straordinario per le ore prestate oltre l’orario settimanale, se recuperate entro 12 mesi dall’avvio del programma di flessibilità.

Per favorire il sostegno all’occupazione si introduce una nuova specifica modalità per l’utilizzo del contratto a tempo determinato. Le imprese potranno assumere, una sola volta, per 12 mesi le categorie più deboli del mercato del lavoro al di fuori dai limiti quantitativi per la stipula di contratti a termine. Tale ipotesi è anche meno onerosa per le imprese sia in termini retributivi che contributivi in quanto è previsto un sotto inquadramento del lavoratore fino a due livelli nei primi 6 mesi e di un livello per i successivi 6 mesi. Inoltre al termine dei 12 mesi, in caso di trasformazione a tempo indeterminato, si applicherà il sotto inquadramento di un  livello per ulteriori 24 mesi.

Un’ulteriore modifica riguarda le percentuali di conferma del contratto di apprendistato che vengono allineate ai limiti di legge, portandosi dall’80% al 20%, per tutte le imprese. Inoltre viene portato a tre anni (36 mesi) il periodo su cui calcolare il numero delle conferme in servizio.

Confermate anche le previsioni in materia di secondo livello di contrattazione contenute nei “criteri guida (ex art. 7)” dell’accordo del 26 febbraio 2011 che prevede l’erogazione, nel mese di novembre 2017, di una una tantum finale, a titolo di elemento economico di garanzia, pari a:

  • 80 euro per le aziende fino a 10 dipendenti
  • 90 euro  per le aziende con oltre 10 dipendenti.

Infine viene introdotta una previsione finalizzata a migliorare la possibilità di attivare ulteriori contratti a tempo determinato fino al un massimo del 28%, compensando quote di assunzioni non utilizzate in altre unita produttive, dentro le quote massime previste dal CCNL.

Categorie: Lavoro