Sangalli: “Bene il decreto del Primo maggio, centrale il ruolo della contrattazione”

Sangalli: “Bene il decreto del Primo maggio, centrale il ruolo della contrattazione”

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha espresso una valutazione positiva sul nuovo decreto lavoro approvato dal Governo in occasione del Primo maggio.

“Valutiamo positivamente il nuovo decreto del Primo maggio – ha dichiarato Sangalli – sottolineando l’importanza delle misure adottate per il mercato del lavoro, in particolare gli interventi volti a incentivare l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro di giovani e donne”.

Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della ministra del Lavoro Marina Calderone. Il decreto-legge introduce disposizioni urgenti in materia di “salario giusto”, incentivi all’occupazione e contrasto al cosiddetto caporalato digitale, con uno stanziamento complessivo di circa 934 milioni di euro.

L’obiettivo, come evidenziato nel comunicato finale del Governo, è quello di rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile – soprattutto di giovani e donne – e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale.

Tra i punti centrali del decreto vi è l’introduzione del cosiddetto “salario giusto”. La disciplina sui trattamenti economici complessivi (Tec) garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contribuendo così a contrastare il dumping contrattuale.

Secondo il Governo, la norma tutela anche le imprese, favorendo condizioni di concorrenza leale e valorizzando l’autonomia delle parti sociali. Viene infatti evitata l’introduzione di un salario minimo fissato per legge, lasciando alla contrattazione collettiva la definizione delle componenti retributive.

Proprio questo aspetto è stato sottolineato da Sangalli, che ha evidenziato come siano “apprezzabili le disposizioni relative al ‘salario giusto’, che rispettano e riconoscono il ruolo insostituibile delle organizzazioni comparativamente più rappresentative, come Confcommercio – che da sempre determinano i trattamenti economici con la contrattazione collettiva – e valorizzano il ruolo delle parti sociali nel contrasto al dumping contrattuale”.

Il “decreto Primo maggio” rappresenta dunque, secondo Confcommercio, un passo significativo nella direzione del rafforzamento del mercato del lavoro, nel segno della contrattazione e della collaborazione tra istituzioni e parti sociali.

 

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