Vendite al dettaglio: dato positivo ma restano fragilità

Vendite al dettaglio: dato positivo ma restano fragilità

Il dato sul positivo andamento delle vendite di gennaio consolida la fondata impressione di un inizio del 2026 piuttosto favorevole per l’economia italiana. I consumi restano una discreta incognita, ma l’incremento delle vendite sia a valore sia a volume nel primo mese dell’anno contribuisce a dissipare qualche dubbio.

Almeno, non si può escludere che nel 2026 un sostegno alla crescita possa venire dalla componente della domanda delle famiglie, dati i redditi reali crescenti e l’occupazione ai massimi. In questo contesto permangono, purtroppo immutati, i soliti elementi di fragilità, tra i quali il più rilevante è ancora la riduzione del volume d’affari dei negozi di prossimità. Per quanto riguarda il contesto internazionale, ovviamente il problema principale è costituito dalle potenziali recrudescenze dell’inflazione con contestuale riduzione del potere d’acquisto dei redditi e dei risparmi accumulati. Nel passato recente, tuttavia, molti sistemi economici – tra cui quello italiano – hanno ben reagito a shock esogeni avversi. Ciò suggerisce oggi di non enfatizzare troppo la portata degli eventi, la cui durata e intensità sono, peraltro, imprevedibili.

Questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati diffusi dall’Istat.

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