Videosorveglianza aziendale: nuovo modello unificato di autorizzazione

Videosorveglianza aziendale: nuovo modello unificato di autorizzazione

Il Ministero del Lavoro ha recentemente pubblicato online, sul proprio sito internet, il nuovo modello unificato di istanza di autorizzazione all’installazione di impianti di videosorveglianza nei luoghi di lavoro e apparecchiature di localizzazione satellitare GPS a bordo di mezzi aziendali. Il modello costituisce un ausilio importante per le imprese alla luce delle importanti novità normative apportate dal decreto attuativo del Jobs Act (d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151) alle disposizioni dell’art. 4 sul controllo dei lavoratori dello Statuto dei lavoratori (l. n. 300/1970).

La norma stabilisce che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale, previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali o autorizzazione della Direzione Territoriale del lavoro.

Il documento ministeriale ha la finalità di semplificare le procedure di autorizzazione all’installazione dei detti impianti, nonché di unificare le varie modulistiche applicate in materia dalle singole direzioni territoriali delle diverse regioni italiane.

Il modulo, scaricabile a questo link, è da utilizzare sia per le istanze relative alla videosorveglianza, sia per quelle relative all’installazione dei GPS a bordo dei mezzi aziendali.

Rispetto ai modelli utilizzati finora presenta alcune importanti novità, in particolare analizziamo quelle relative all’installazione delle telecamere:

  • Devono essere esplicitiate nel documento le finalità che hanno portato alla scelta d’installare le videocamere (es. sicurezza nel luogo di lavoro, tutela del patrimonio aziendale, ecc.).
  • Deve essere specificata l’attività della ditta ed il numero di dipendenti e se sono presenti rappresentanze sindacali in azienda, ovvero se non è stato raggiunto l’accordo con le rappresentanze sindacali aziendali (in tale caso il modulo richiede di allegare copia del verbale di mancato accordo con gli organismi sindacali istituiti nella ditta);
  • E’ possibile sorvegliare le sole aree a rischio, viene rimarcato il divieto di sorvegliare locali quali spogliatoi o servizi.
  • Le registrazioni dovranno essere custodite in un armadio con doppia chiave, una per il Titolare, una per il rappresentante dei lavoratori.
  • La conservazione delle immagini è limitata alle 24 ore, fatto salvo speciali esigenze in relazione a festività o chiusure uffici, nonché richieste dell’Autorità Giudiziaria.
  • Divieto di diffusione delle immagini all’esterno. Nota: Purtroppo il documento non accenna minimamente alle funzionalità (ormai usuali) di trasmissione delle immagini in rete e alla conseguente possibilità di visualizzazione delle stesse su postazioni PC remote o in mobilità tramite dispositivi smartphone o tablet.
  • Si richiama l’obbligo alla informazione preventiva a tutto il personale (D.Lgs. 196/2003) e  l’obbligo di esporre adeguati cartelli di avviso “area videosorvegliata”.
  • L’impianto dovrà essere realizzato a “Regola d’arte” da impresa regolarmente abilitata e che dovrà rilasciare idonea certificazione al temine dei lavori (cfr. DM. 37/08).
  • E’ rimarcato l’obbligo di rispettare le prescrizioni del Garante Privacy (D.Lgs. 196/2003 e successivi provvedimenti, Provvedimento sulla Videosorveglianza).
  • Devono essere indicati in dettaglio gli angoli di ripresa

All’istanza di autorizzazione dovranno essere allegati

  • planimetria in A3 con dettagliate caratteristiche tecniche circa le videocamere previste (posizione, tipologia, campo visivo, angolo, profondità di campo, ecc.) e contestuale indicazione delle postazioni di lavoro, dando evidenza della loro esclusione dall’angolo di ripresa delle videocamere, nonché la posizione di tutti i monitor.
  • Dettagliata relazione tecnico-descrittiva sulla gestione e l’utilizzo dell’impianto di videosorveglianza.

Il documento riprende le linee Guida del Garante della Privacy, in materia di videosorveglianza e i relativi adempimenti ivi prescritti (informativa ai dipendenti, affissione di cartelli di segnalazione della presenza di telecamere etc…). Viene rimarcato, quindi, che è possibile sorvegliare le sole aree a rischio e che è fatto divieto di installare gli impianti nei locali quali spogliatoi o servizi.

Il modulo deve essere sottoscritto dal legale rappresentante dell’Impresa; inoltre, è opportuno evidenziare che gli allegati tecnici dovranno essere firmati dal responsabile aziendale e dal soggetto abilitato all’installazione (lett. B D.M. 37/08) o dal tecnico competente nella materia di cui trattasi, allo scopo di evitare il rilascio di autorizzazioni all’installazione e all’uso di impianti non tecnicamente compatibili con quelli previsti e descritti nell’istanza.

Attenzione: L’istanza di autorizzazione dovrà essere inviata alla competente Direzione territoriale del lavoro SOLO se non è possibile addivenire a livello aziendale ad un accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali.

 

 

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