Diesel Euro 5, sospeso il blocco in Emilia-Romagna. Confcommercio: «Una scelta che tutela imprese e famiglie»
La Regione Emilia-Romagna ha deciso di non applicare dal 1° ottobre 2026 il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, previsto nei Comuni con più di 100.000 abitanti, introducendo un pacchetto di misure alternative e compensative per la tutela della qualità dell’aria.
La decisione è contenuta nella Delibera di Giunta regionale n. 1505 del 7 settembre 2026, adottata sulla base della possibilità prevista dalla normativa nazionale e regionale di sostituire il blocco con misure in grado di garantire equivalenti livelli di riduzione delle emissioni.
Le nuove misure per la qualità dell’aria
Al posto del blocco strutturale dei diesel Euro 5, la Regione ha individuato tre principali misure compensative:
- accensione degli impianti di riscaldamento civile dal 1° novembre 2026 nei Comuni delle zone di Pianura Ovest, Pianura Est e dell’Agglomerato di Bologna. La disposizione riguarda anche gli impianti a biomassa, con esclusione, tra gli altri, di ospedali, case di cura e scuole;
- durante l’attivazione delle misure emergenziali per la qualità dell’aria, divieto di utilizzare generatori di calore a biomassa legnosa che non raggiungano almeno la classe emissiva “5 stelle”, quando sia disponibile un sistema di riscaldamento alternativo;
- estensione dalle 8.00 alle 19.00, dal 1° ottobre al 31 marzo, dell’orario delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli privati nei Comuni con più di 30.000 abitanti, nei Comuni dell’Agglomerato di Bologna e nei Comuni che aderiscono volontariamente.
I Comuni interessati dovranno recepire le disposizioni attraverso propri provvedimenti attuativi.
Attenzione quindi: viene meno il blocco strutturale degli Euro 5, ma gli Euro 5 potranno comunque essere interessati dalle limitazioni nei giorni in cui vengono attivate le misure emergenziali. Anche la pagina aggiornata del PAIR 2030 della Regione distingue espressamente le due situazioni.
Dieci milioni di euro per sostituire gli impianti più inquinanti
La Regione ha inoltre previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per un bando destinato alla sostituzione degli impianti di riscaldamento civile più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a pannelli fotovoltaici, compresi quelli da balcone.
Il progetto è rivolto ai cittadini residenti nei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna ed è attualmente in attesa dell’approvazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; il bando sarà quindi approvato con un successivo atto regionale.
Confcommercio Emilia-Romagna: «Bene la sospensione del blocco»
Confcommercio Emilia-Romagna esprime soddisfazione per la decisione della Regione, sottolineando in particolare l’impatto che il blocco avrebbe avuto sulle attività economiche che utilizzano quotidianamente questi veicoli per lavoro.
Secondo il direttore regionale Pietro Fantini, i veicoli potenzialmente coinvolti sarebbero stati più di 90.000 in Emilia-Romagna, molti dei quali utilizzati da commercianti, artigiani, operatori del turismo e piccole imprese di servizi per consegne, spostamenti e rapporti con clienti e fornitori.
Confcommercio condivide quindi la scelta di perseguire gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria attraverso misure alternative, evitando di concentrare i costi della transizione ambientale su imprese e famiglie, e richiama al tempo stesso la necessità di individuare strumenti e risorse per favorire la progressiva sostituzione dei veicoli
Misure antismog 2026-2027: scarica l’infografica
Per conoscere nel dettaglio le limitazioni alla circolazione e le altre misure previste dal PAIR 2030, è disponibile l’infografica della Regione Emilia-Romagna con il riepilogo delle disposizioni in vigore dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027.
👉 Scarica l’infografica “Liberiamo l’aria 2026-2027” (PDF)


