Piano aria integrato regionale PAIR 2018-2020: la Regione ritira il blocco dei motori diesel “euro 4″

Piano aria integrato regionale PAIR 2018-2020: la Regione ritira il blocco dei motori diesel “euro 4″

La Regione ritira il blocco dei motori diesel “euro 4″, ridefinisce le misure antismog e l’ecobonus rottamazione per i mezzi inquinanti.

La regione Emilia-Romagna, dopo numerose segnalazioni delle Associazioni di Categoria, ha deciso di ascoltare cittadini, mondo del lavoro e territori adottando nuove e più idonee misure in tema di antismog.
Tali misure sono così riassumibili:
– incentivare persone e imprese a sostituire i mezzi inquinanti;
– informare meglio sui comportamenti idonei per ridurre lo smog;
–  migliorare la vivibilità degli spazi urbani.

La nostra struttura e l’intero sistema Confcommercio Emilia Romagna esprimono soddisfazioneper questa decisione assunta dalla Regione e dai Sindaci.
Riportiamo il comunicato stampa di Confcommercio Regionale al seguente link: Comunicato Ufficio Stampa

Cosa è cambiato
Le nuove misure prevedono il rafforzamento delle domeniche ecologiche, definite nelle modalità dai singoli Comuni, e il potenziamento delle misure emergenziali, adottate in caso di sforamento dei limiti di polveri sottili, con il blocco della circolazione dei veicoli, diesel euro 4 compresi, che scatterà prima e per un periodo definito rispetto all’anno passato (nelle prossime ore il provvedimento verrà messo a punto nei dettagli tecnici).
Inoltre la Regione mette a disposizione, fin da subito, 5 milioni di euro richiedendo al Governo un’identica quota per per la rottamazione dei veicoli fino all’euro 4.

Il nuovo quadro normativo rimuove il divieto generalizzato alla circolazione per i motori diesel “euro 4″ a partire da questo mese. 
Tale divieto entrerà in vigore (come in Piemonte, Lombardia e Veneto) a partire dal 2020.

Le misure in vigore dal 1 ottobre 2018
Restano invariate le altre misure per migliorare la qualità dell’aria con il blocco alla circolazione nei Comuni che hanno sottoscritto il Pair 2020 degli autoveicoli diesel fino all’euro 3, benzina fino all’euro 1 e i ciclomotori pre-euro. 
I divieti si applicano in via ordinaria dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 18,30, e nelle domeniche ecologiche e si estendono alle altre domeniche in caso di superamento per più di 3 giorni dei livelli di pm10 nell’aria. Sono interessate da queste limitazioni 30 città dell’Emilia-Romagna: 19 tra capoluoghi di provincia o comunque aree urbane con oltre 30 mila abitanti – in ordine alfabetico Bologna, Castelfranco Emilia (Mo), Carpi (Mo), Cento (Fe), Cesena, Faenza (Ra), Ferrara, Forlì, Formigine (Mo), Imola (Bo), Lugo (Ra), Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell’Emilia, Riccione (Rn), Rimini, Sassuolo (Mo) – e gli 11 centri dell’agglomerato di Bologna: Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa.

L’attuazione delle misure del Pair 2020 è affidata all’adozione di apposite ordinanze da parte dei sindaci dei Comuni interessati.

Sul sito regionale “Liberiamo l’aria”  saranno tempestivamente pubblicate, comune per comune, tutte le informazioni per i cittadini, con i testi delle ordinanze, i dati in tempo reale, le mappe, le misure emergenziali e le deroghe in vigore.
Tra queste ultime, ricordiamo, il via libera alla circolazione per i mezzi alimentati a metano, gpl, elettrici, ibridi e quelli che viaggiano con almeno 3 persone a bordo, se omologati per 4 o più posti, e con almeno 2 persone, se omologati per 2 o 3 posti a sedere (car pooling).

Confermate le restrizioni sui sistemi di riscaldamento inquinanti
Come già indicato nelle nostre newsletter precedenti, sono state confermate le restrizioni già in vigore per i camini più vecchi, e cioè quelli aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma), le stufe o “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”.

Il divieto si applica però solo per l’uso riscaldamento e solo nelle abitazioni dotate di sistemi alternativi per riscaldare gli ambienti, e, nel caso, solo nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. 
Sono esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio.

Dunque, se in casa non ci sono altri tipi di impianti di riscaldamento i caminetti possono sempre essere accesi e utilizzati. Lo stesso vale per cucinare cibi o per fini commerciali: nessun rischio di spegnimento per pizzerie, ristoranti, pubblici esercizi in generale.

Non sono previsti divieti nemmeno per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), che comprendono la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

Riportiamo in approfondimento le nuove disposizioni.

 

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