Turismo, industria o impresa? Il confronto sul futuro del settore

Turismo, industria o impresa? Il confronto sul futuro del settore

Il turismo italiano è un grande motore di sviluppo economico, sociale e territoriale, fondato su un sistema diffuso di imprese e sulla varietà dell’offerta che caratterizza il nostro Paese.

È il messaggio lanciato da Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcommercio, intervenuto nel dibattito sulla definizione del turismo come “industria”, nato dal confronto tra il presidente di FIPE-Confcommercio Lino Enrico Stoppani e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Oltre 400mila imprese turistiche

Secondo Pinzger, sono più di 400mila le imprese turistiche italiane: alberghi, ristoranti, campeggi, agenzie di viaggio, porti turistici e numerose altre attività e professioni presenti negli oltre 8mila Comuni italiani.

Un ecosistema di imprese e territori che rappresenta una risorsa fondamentale per il Paese e che, secondo Confturismo, deve essere sostenuto e accompagnato nella crescita.

Tra le priorità indicate ci sono una migliore gestione dei flussi turistici, con attenzione all’impatto ambientale e alla capacità di carico delle destinazioni, incentivi fiscali per le imprese che investono e un maggiore coordinamento dei fondi nazionali destinati al settore.

“Lo abbiamo detto e continuiamo a ripeterlo: il turismo è territorio, il turismo è impresa”, sottolinea Pinzger.

Stoppani: la forza del turismo italiano è nella sua diversità

Il confronto era stato aperto dal presidente di FIPE-Confcommercio Lino Enrico Stoppani, secondo il quale definire il turismo italiano un’“industria” rischia di non rappresentarne adeguatamente le caratteristiche.

A differenza di un modello industriale basato su standardizzazione, grandi volumi ed economie di scala, il turismo italiano trova infatti uno dei suoi principali punti di forza nella biodiversità dell’offerta e dell’accoglienza e in una rete di piccole e medie imprese diffuse sul territorio.

Stoppani ha ricordato che i 117 miliardi di euro di valore aggiunto generati dal turismo sono distribuiti in 3.292 Comuni turistici, ciascuno con caratteristiche, esigenze e peculiarità proprie.

Il ministro Mazzi: “Il turismo è pienamente un’industria”

Di diversa opinione il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, secondo il quale il concetto contemporaneo di industria non deve essere necessariamente associato alla standardizzazione.

Per il ministro, il termine indica anche la capacità di organizzare risorse, competenze e relazioni per generare valore. Da questo punto di vista il turismo rappresenterebbe una grande filiera nazionale capace di mettere insieme ricettività, ristorazione, trasporti, artigianato, tecnologia, infrastrutture, cultura, commercio e numerosi altri settori.

Secondo Mazzi, parlare di “industria del turismo” non significa quindi omologare le destinazioni, ma dare maggiore forza a un sistema caratterizzato proprio dalla diversità e dalla presenza capillare delle piccole e medie imprese.

Confturismo: sostenere e valorizzare l’ecosistema delle imprese

Nel dibattito Confturismo richiama quindi l’attenzione sulla sostanza: il turismo rappresenta uno dei principali motori di sviluppo del Paese e la sua forza nasce dall’integrazione tra imprese, territori e comunità locali.

Un patrimonio economico e sociale che richiede politiche capaci di favorire investimenti, sostenibilità e crescita, preservando allo stesso tempo la varietà che caratterizza l’offerta turistica italiana.

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